Per gli impianti fotovoltaici sopra i 30-50 MW – parchi a terra di taglia industriale, asset PPA, portafogli di IPP e fondi infrastrutturali, repowering di asset Conto Energia – la pulizia robotizzata richiede una macchina diversa per categoria, non solo per dimensione. È quello che SolarCleano ha costruito con la linea B1 / B1A.
Il B1 è il robot di pulizia più grande mai prodotto da SolarCleano. Si monta a cavallo di una fila di pannelli e percorre l'intera struttura coprendone la larghezza in un singolo passaggio.
Spazzole: configurabili fino a 6 metri di larghezza
Capacità di pulizia: fino a 8 MW/giorno con configurazione standard
Auto-adattamento: il robot traccia automaticamente altezza e inclinazione della struttura e mantiene una pressione costante predefinita sui moduli, eliminando il rischio di sovrapressione localizzata
Pulizia a secco e con acqua, telecomando, alimentazione a batteria con autonomia fino a 8 ore
Operatività in qualsiasi condizione meteo compatibile con la sicurezza dell'impianto
Il B1A è l'evoluzione del B1 con intelligenza artificiale integrata. Stesso form factor, stessa capacità di pulizia, ma il robot esegue le sessioni di lavaggio in modo completamente autonomo, anche di notte.
Programmazione delle sessioni via web app dedicata SolarCleano
Tracking remoto da parte del team I&M dell'impianto via mobile app dedicata
Adattamento AI ad altezza, inclinazione e geometria della struttura specifica
Pulizia notturna programmata: triplica la capacità rispetto alle soluzioni state-of-the-art tradizionali
Riduzione drastica del costo del personale sui parchi grandi: il robot lavora mentre il team dorme, sotto monitoraggio remoto
Il B1 è approvato da First Solar per l'uso sui moduli Series 2, 3, 4 (non-ARC) e 6 (ARC e non-ARC), con compatibility letter del 16/08/2022. Per i progetti italiani su moduli di altri produttori, la validazione di compatibilità è gestita caso per caso in fase di scoping tecnico.
Su un parco da 50 MW con PPA, ogni punto percentuale di soiling recuperato si traduce in produzione aggiuntiva annua misurabile. La pulizia robotizzata B1/B1A non si valuta come sostituto della manodopera: si valuta come strumento di asset performance management che entra direttamente nel rendimento del veicolo proprietario o del SPV.
I parametri che determinano il caso d'uso – frequenza ottimale di pulizia, ROI atteso, integrazione con il piano O&M esistente – si calcolano sul sito specifico, sulla base del soiling rate misurato (o stimato dalle condizioni ambientali e dal tilt), del prezzo di vendita dell'energia e della struttura del contratto di servizio in essere.
Per la natura specialistica e l'integrazione tecnica richiesta, i progetti B1 e B1A in Italia sono gestiti in partnership diretta tra SolarCleano (Lussemburgo) e C+P Energy Solutions. Il flusso operativo è strutturato in fasi:
Primo contatto e qualificazione via C+P Energy Solutions.
Analisi tecnica del sito congiunta – topografia, inclinazione, geometria delle strutture, accessi, vincoli operativi, specifica dei moduli.
Proposta progettuale redatta da SolarCleano con dimensionamento custom della spazzola e configurazione robot.
Implementazione e training on-site condotti dal team R&D SolarCleano direttamente sull'impianto del cliente.
Supporto operativo continuo in lingua italiana via C+P Energy Solutions, con escalation diretta al team tecnico SolarCleano in Lussemburgo.
IPP e asset manager con portafogli sopra i 50 MW dove la performance ratio impatta direttamente il rendimento del veicolo.
Fondi infrastrutturali che richiedono garanzie di performance contrattuali stringenti sui propri SPV.
Sviluppatori PPA corporate dove ogni punto di soiling perso erode direttamente il margine del contratto pluriennale.
EPC su grandi commesse che inseriscono il sistema di pulizia robotizzata nel design dell'impianto fin dalla progettazione, come asset di lifecycle.
Utility e O&M strutturati (es. asset manager con portafogli centralizzati, business unit di gruppi energetici verticalmente integrati) che valutano l'introduzione della pulizia robotizzata come standard operativo trasversale al portafoglio.
Per i progetti utility-scale partiamo sempre da una call tecnica di scoping per qualificare il sito e capire se il caso d'uso è adatto a B1 o B1A. È una chiamata di analisi, non di vendita. Il dimensionamento, il business case e la roadmap di adozione si costruiscono insieme dopo il sopralluogo tecnico congiunto.